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il parco e la villa reale

Maria Teresa d’Austria fa costruire nel 1777 all’arch. Giuseppe Piermarini la Villa Arciducale circondata da 40 ettari di giardini all’italiana e all’inglese, di cui fa dono come residenza estiva al figlio Ferdinando d’Asburgo-Este, nominato Governatore di Milano. La costruzione del corpo principale in stile neoclassico dura tre anni, ma molte sona state le aggiunte e le modifiche anche durante il secolo successivo.
La villa diviene “Reale” nel 1805 quando, giunte in Monza le armate napoleoniche, Eugenio di Beauharnais viene nominato vicerè del nuovo Regno d’Italia e vi trasferisce la propria residenza principale. Negli anni successivi viene annesso alla villa il Parco vasto 750 ettari e cintato con un muro lungo 14 km costruito con il materiale proveniente dalle rovine del castello visconteo. Alla caduta di Napoleone la Villa torna agli austriaci, fino al 1859. La II Guerra d’Indipendenza fa infatti della Villa una proprietà savoiarda. Si ricorda in particolare l’amore di Umberto I per la residenza monzese, nei pressi della quale viene ucciso nel 1900 dall’anarchico Bresci. La sua morte porta al declino sia la Villa che il Parco ed i Giardini. Nel 1919 questi vengono infatti concessi al Demanio e successivamente all’Opera Nazionale Combattenti e al Consorzio costituito dai Comuni di Monza, Milano e dall'Umanitaria.
Nel 1922 viene concessa l’autorizzazione alla costruzione dell’autodromo che, realizzato in soli 100 giorni è tuttora il fiore all’occhiello della Monza sportiva.
Dal 1923 al 1930 la Villa Reale ospita inoltre l’Esposizione Internazionale delle Arti decorative, meglio conosciuta come Triennale (biennali però le prime edizioni) trasferita dal 1933 nel palazzo di Muzio a Milano.
Nel 1934 con Regio Decreto Vittorio Emanuele III fa dono della Villa ai Comuni di Monza e di Milano. Le vicende dell'immediato dopoguerra della Seconda Guerra Mondiale provocano occupazioni, ulteriori spoliazioni e decadimento del monumento.
Attualmente la Villa è sede dell’Istituto Statale d’Arte, che ha preso il posto del glorioso ISIA, mentre la struttura dell’Orangerie, oggi nota come Serrone, è divenuta sede espositiva.

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